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 Domanda culturale

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Alice

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MessaggioTitolo: Domanda culturale   Dom Mar 23, 2008 9:22 pm

Salve a tutti! sunny
Sono una ragazza iscritta all'università di Firenze (e naturalmente anche alla bellissima Lailac!) e sto preparando un esame di Storia del Giappone. Vorrei porre una domanda riguardo all'immagine della luna in Giappone nel corso dei secoli.
Durante il regno dell'imperatore Kanmu (scusate se non scrivo in Kanji, ma non ho accesso a un computer in cui si possa usare Microsoft IME), la capitale imperiale fu spostata da Nagaoka Kyou a Heian Kyou, chiamata anche Tsuki no Miyako perché sede del sovrano. Questo è quanto si legge nel testo di Ivan Morris, "The world of the Shining Prince - Court Life in Ancient Japan". Ora, mi sembra strano che la figura dell'imperatore sia messa in relazione alla luna, e lo trovo un fatto sorprendente, tanto più che in occidente la luna è sempre associata all'elemento femminile, a causa della ciclicità che governa il nostro tempo sulla terra. Questa mia curiosità si è acuita ancor di più quando ho letto una poesia di Fujiwara no Michinaga (cito direttamente dal Morris):

"Questo mondo, credo,
è proprio il mio mondo.
Risplendo come la luna piena
non offuscata dalle nuvole."

A parte il significato dei versi, che, in quanto studentessa di lingua, letteratura e storia giapponese credo di conoscere abbastanza bene, mi ha colpita il fatto che anche Michinaga abbia scelto anch'egli proprio la luna come simbolo della sua incontrastata potenza. Non credo che il Taketori Monogatari possa gettare luce in tal senso: pur provenendo Kaguya Hime dalla Tsuki no Miyako ed essendo ella quindi una donna associata alla luna, il racconto, secondo quanto mi è stato insegnato, può datare al X, o al massimo alla seconda metà del IX secolo (mentre Kanmu Tennou regnò dal 737 all'806) e inoltre pare che la trama (non l'elaborazione, naturalmente, né la struttura modulare del racconto, tipicamente giapponesi entrambe) sia giunta in Giappone dal continente (secondo la maggior parte degli studiosi, dal Tibet, per l'esattezza). Allora, mi chiedo, come mai la luna è posta in relazione a figure maschili? In occidente si tende sempre ad associare la potenza maschile all'astro solare (basti pensare al fatidico "Roi Soleil" Luigi XIV). Fin'ora ho incontrato soltanto un racconto mitologico occidentale (lituano) in cui la dea del sole è femminile (proprio come Amaterasu Oumikami! sunny ) mentre il dio della luna è maschile....oh oh...che gran guazzabuglio!
Spero qualcuno mi risponda... flower Grazie infinite!
Alice
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erii

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MessaggioTitolo: In attesa di una risposta...   Mar Mar 25, 2008 9:04 am

Io non sono certo all'altezza di dare una risposta esaustiva a questa domanda ma ho già provveduto a girare questa domanda a varie persone, sia tra i ns collaboratori che fra gli amici in Giappone e credo che presto potrò darti una risposta!!!
La cosa sorprendente è che ho fatto questa domanda ad una carissima amica giapponese di Lailac che vive a Yokohama ed è venuto fuori che sono stati proprio i suoi antenati a spostare la sede al Heian Kyou!!!
Comunque in generale posso dirti che nell'immaginario comune i giapponesi non associano la Luna ne alla figura maschile ne a quella femminile, tutti mi hanno detto che questa è una cosa molto occidentale e che forse oggi ci sono solo alcuni giovani giapponesi che associano la Luna alla figura femminile ma solo perchè influenzati da storie e racconti occidentali.
Laughing Un'altra mia amica giapponese mi ha detto che appena pensa alla Luna le viene in mente solo il Coniglio!!! albino

...ma presto spero di poterti dare una risposta più adeguata!!!
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erii

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MessaggioTitolo: Re: Domanda culturale   Ven Mar 28, 2008 10:28 am

Ecco la risposta!!!
Possiamo dire che la Luna non simboleggia tanto l'uomo o la donna ma una grande energia che influenza tutta la nostra vita (il calendario lunare "Tai-in reki" che dava il tempo alle semine, ai raccolti, alle fioriture accompagnate da feste e cerimonie legate proprio alla Luna) e rappresenta la ciclicità dell'esistenza (nascita, vita, morte e rinascita). Anche nel Genji Monogatari ci sono tantissime poesie in cui si nomina la Luna, era cosa molto comune perchè la Luna è anche molto romantica e nei momenti nostalgici è vista come compagna a cui poter fare sempre riferimento. La Luna piena è invece simbolo di massima energia ed è questo il significato della poesia di Fujiwara no Michinaga che, già potente e pieno di influenza come "Sessho" (Ministro) dell'Imperatore, dedica la poesia (che hai nominato) a sua figlia in un giorno per lui importantissimo in cui la propia felicità e soddisfazione lo colmano di immensa gioia. La figlia Akiko infatti diventa (une delle) sposa dell'Imperatore Ichijo (poi i 2 figli di lei diventano Imperatori: Goichijo e Goshujaku) e per Fujiwara no Michinaga è una garanzia per il suo già influente potere!
L'origine del nome della Capitale "Tsukino Miyako" ha più versioni ma la più accreditata pare essere quella che anticamente Kyoto era anche chiamata romanticamente "Tsuki" (Luna) e qui si collega anche la storia di Kaguya Hime che tornando al "Tsukino Miyako" alcuni storici pensano che volesse dire che tornava all'antica Kyoto.
Anche l'origine di questo racconto, il "Taketori Monogatari", non è molto chiara scratch e come dici anche tu qualcuno ha ipotizzato l'origine tibetana ma è anche vero che la versione tibetana è leggermente diversa e comunque in Giappone la versione più accreditata è quella che sia originaria proprio di Kyoto.
Insomma, spero questa risposta possa chiarire le idee sull'immagine della Luna in Giappone...
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Alice

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MessaggioTitolo: Grazie infinite!   Sab Mar 29, 2008 5:39 pm

Grazie, Erii, per la tua bellissima risposta!
Certo non avevo ancora pensato al nostro satellite come potente serbatoio di energia cosmica in grado di rappresentare la massima energia durante la sua fase plenilunare! Non riesco a capire bene l'associazione con il coniglio, di cui parlava la tua amica...(scusami, oggi non sto riuscendo a inserire le emoticons del riquadro con le animazioni...strano questo computer!)
Smile
In realtà provo più simpatia per la povera Sadako: Michinaga riuscì a inimicarle la sua stessa corte, e quando fu incinta per la seconda volta dovette lasciare il palazzo senza alcuna delle cerimonie abituali per andare ad alloggiare nella residenza di un funzionario di modesto rango, dove non trovò nessun alto personaggio ad accoglierla. Morì di parto l'anno successivo. Akiko fu data in sposa (entrò a corte come Nyougo nel 999) ad Ichijou quando aveva solamente 11 anni, mentre Sadako in quell'anno ne aveva 24 e aveva già partorito un suo figlio. Quando Ichijou avanzò la timida proposta di nominare erede al trono il figlio avuto da Sadako, con l'intesa che quello avuto da Akiko sarebbe stato secondo in linea di successione, il rifiuto di Michinaga fu cortese ma reciso: non ammetteva che un semplice imperatore ostacolasse i suoi progetti!
Per tutti questi motivi, provo quasi affetto per Sadako, pur non avendola mai potuta conoscere, e, a dire la verità, mi sta più simpatica Sei Shounagon di Murasaki Shikibu, perché almeno Sei, anziché sopportare passivamente la rigida società patriarcale e l'ingiusto sistema del concubinato, sembrava trarne ella stessa vantaggi personali e ridicolizzarlo attraverso la satira, in genere...come per esempio nel brano che riguarda i sermoni religiosi buddhisti (cito dal Morris nella traduzione italiana, terza edizione Adelphi del settembre 2002, p.145)
"Un predicatore dev'essere di bell'aspetto. Se infatti vogliamo capire i buoni sentimenti del suo sermone è necessario tenere gli occhi ben fissi su di lui, mentre predica; perché, se guardiamo altrove, può accaderci di non ascoltarlo. Ne consegue che un predicatore brutto può essere causa di peccato..."
Scusami, ma ogni volta che leggo questo brano non riesco a trattenere le risate... Smile
E' molto bello parlare con te, Erii! Very Happy
Al contrario, Murasaki Shikibu nel Genji Monogatari non pare mai contestare il sistema sociale vigente all'epoca e la sua eroina lo sopporta senza opporvisi in alcun modo (restandone vittima, a mio parere), ma, anche qui, c'è stato chi ha voluto vedere in Murasaki Shikibu un "campione della classe media" ed il suo monogatari una sorta di protesta contro la società aristocratica del tempo...quindi si potrebbe aprire un'altra discussione accademica senza fine...Il Morris non è certo incline a considerare Murasaki una ribelle; per quanto mi riguarda, mi limito a dire che mi sta più simpatica Sei Shounagon, nonostante il suo disprezzo per il ceto popolare...almeno lei, tra tutti gli altri aristocratici, non era un'ipocrita e diceva chiaramente ciò che pensava. Ma naturalmente, si tratta solo di un'opinione personale! Smile
Putroppo, non essendo originaria di Firenze, mi trovo nella scomoda condizione di dover parlare di libri che ho letto senza poterli avere davanti. Così, nel porre la mia domanda, ho commesso un errore: secondo la maggior parte degli studiosi, l'intreccio del Taketori Monogatari è giunto dal continente, ma non precisamente dal Tibet. Ho provveduto a telefonare ad una mia congiunta, che mi ha segnalato le pagine dello studio sul Taketori facente parte del mio primo esame di letteratura all'università di Firenze.
Si tratta del "Taketori Monogatari" a cura di Adriana Boscaro, Marsilio, nell'edizione del 1994. Cito direttamente da pagina 18:
"Il Tema del bimbo vegetale è molto diffuso in tutta l'Asia, così come quello dei corteggiatori, delle prove e della veste di piume. E' fuor di dubbio che alcune di queste storie siano passate dal continente in Giappone, dove si sono diffuse per tutto il paese andando ad alimentare folclori locali e subendo varianti e sovrapposizioni. Tessuto che l'anonimo autore del Taketori ha usato per costruire la sua storia con aggiunte, ampliamenti e riferimenti impliciti, che finirono per renderla autoctona e in un certo senzo unica."
Nella nota 19 al testo succitato, Boscaro apre con "Il testo che presenta le maggiori affinità con il Taketori Monogatari e la cui scoperta nel 1954 aprì un vivace dibattito sulla paternità delle fonti, è un racconto tibetano che narra di un ragazzino di circa dieci anni, di nome Lang Pa..." Si accinge poi a spiegare che non si è del tutto sicuri se sia stato tale testo tibetano a raggiungere il Giappone, o addirittura se, al contrario, sia stato il Taketori a fare il percorso inverso agli inizi del secolo scorso giungendo in Tibet e originando la stesura del racconto. Ad ogni modo, Boscaro sembra non aver dubbi sull'origine continentale del tessuto narrativo. Il suo testo è quello adottato dall'università di Firenze (la Professoressa Sagiyama è il mio idolo, come fosse la mia star preferita Very Happy ). Sarebbe bello ascoltare anche studenti provenienti da altre università italiane e straniere riguardo ai testi adottati per lo studio del primo monogatari giapponese. Quando ho scritto "pare che la trama sia giunta in Giappone dal continente" ho sbagliato a non specificare che non alludevo affatto ad un'identicità dei canovacci, ma ad un comune tessuto narrativo all'origine delle differenti elaborazioni e rielaborazioni.
Con "non credo che il Taketori Monogatari possa gettar luce in tal senso" mi riferivo al fatto che, provenendo il tessuto narrativo dal continente, da perfetta ignorante in materia di letterature degli altri paesi dell'Asia Orientale, il tema della capitale lunare, Tsuki no Miyako, poteva forse derivare anch'esso da una qualche tradizione extranipponica. Effettivamente, appena sostenuto l'esame di storia del Giappone il 10 aprile, ho intenzione di dedicarmi a una ricerca su questo tema, e anzi, colgo l'occasione per invitare chiunque sia interessato/a a contattarmi per collaborare insieme in tale ricerca. Penso che quello della luna sia un tema davvero bello e creativo...
Ti ringrazio infinitamente e, naturalmente, sei la prima persona con cui mi piacerebbe aprire tale indagine, in virtù dell'attenzione che hai mostrato nei confronti della mia domanda!
A presto, e un saluto affettuoso! Wink

Alice






Erii ha scritto:
Ecco la risposta!!!
Possiamo dire che la Luna non simboleggia tanto l'uomo o la donna ma una grande energia che influenza tutta la nostra vita (il calendario lunare "Tai-in reki" che dava il tempo alle semine, ai raccolti, alle fioriture accompagnate da feste e cerimonie legate proprio alla Luna) e rappresenta la ciclicità dell'esistenza (nascita, vita, morte e rinascita). Anche nel Genji Monogatari ci sono tantissime poesie in cui si nomina la Luna, era cosa molto comune perchè la Luna è anche molto romantica e nei momenti nostalgici è vista come compagna a cui poter fare sempre riferimento. La Luna piena è invece simbolo di massima energia ed è questo il significato della poesia di Fujiwara no Michinaga che, già potente e pieno di influenza come "Sessho" (Ministro) dell'Imperatore, dedica la poesia (che hai nominato) a sua figlia in un giorno per lui importantissimo in cui la propia felicità e soddisfazione lo colmano di immensa gioia. La figlia Akiko infatti diventa (une delle) sposa dell'Imperatore Ichijo (poi i 2 figli di lei diventano Imperatori: Goichijo e Goshujaku) e per Fujiwara no Michinaga è una garanzia per il suo già influente potere!
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Anche l'origine di questo racconto, il "Taketori Monogatari", non è molto chiara scratch e come dici anche tu qualcuno ha ipotizzato l'origine tibetana ma è anche vero che la versione tibetana è leggermente diversa e comunque in Giappone la versione più accreditata è quella che sia originaria proprio di Kyoto.
Insomma, spero questa risposta possa chiarire le idee sull'immagine della Luna in Giappone...
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erii

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MessaggioTitolo: Re: Domanda culturale   Mer Apr 02, 2008 9:52 am

Carissima Alice,
tu sei sicuramente molto più esperta di me in storia del Giappone ma se in qualche modo posso esserti di aiuto lo farò molto volentieri, soprattutto posso aiutarti a conoscere le opinioni "popolari dei giapponesi"!!!

Per quanto riguarda "la Luna e il Coniglio" ci sono diverse storie ispirate a questa associazione, ma forse quella che segue è la più diffusa. I giapponesi comunque vedono nelle ombre della Luna il disegno di un coniglio e a volte un coniglio che pesta il riso per fare il tradizionale mochi di capodanno... ma riguardo a questo mi devo informare meglio!!! albino
Ti farò sapere qualcos'altro!!!

IL CONIGLIO E LA LUNA
La dea della luna scende per curiosità sulla terra. Avendo visto dall'alto tre piccole creature si avvicina a loro con le sembianze di un mendicante. I tre fanno un balzo per la sorpresa, ma il mendicante li supplica: "Datemi qualcosa da mangiare." I tre animali, una scimmia, una volpe e un coniglio, si commuovono. Cosa possono dare da mangiare al mendicante? La scimmia trova frutta di ogni genere. La volpe un grosso pesce preso nel fiume. Purtroppo il coniglio non trova alcunché.
"Non ho niente. Che cosa posso fare?" Poi ha un'idea. Raccoglie della legna e accende un fuoco. Il coniglio si rivolge così al mendicante.
"Mi faccio arrostire e tu potrai avere un buon boccone da mangiare!"
Appena finito di dire queste parole il coniglio si getta nel fuoco. Però il mendicante lo estrae in tempo e assume il suo aspetto autentico.
"Io sono la luna. Per ringraziarti della tua generosità tu resterai sempre con me e sarai felice."
La luna stringe al cuore il coniglio e lo porta con sé in cielo. Nelle notti serene durante la luna piena si può vedere il coniglio che dorme sul petto della luna, simbolo di generosità.
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MessaggioTitolo: Re: Domanda culturale   Sab Apr 05, 2008 10:20 am

Perdonate l'intromissione ^^,
ho studiato un po' di narrativa e a quanto ne so la luna è associata abbastanza comunemente a figure maschili in diverse mitologie più o meno note, tra cui quella egizia e quella mesopotamica. Vista l'antichità di questi miti, si potrebbe quasi dire che la luna fu vista inizialmente più come una figura maschile che femminile.
Nella tradizione Azteca la luna nasce nel momento in cui due divinità litigano per decidere chi di loro sarà il Sole. Al termine del litigio decidono (se non ricordo male la storia) che entrambi proveranno a risplendere con il fuoco e il più brillante vincerà la contesa, ma l'altro, nel momento culminante della prova del rivale, gli corre incontro con un coniglio e lo colpisce violentemente al viso. Il colpo e la pelliccia dell'animale leniscono le fiamme e la sua lucentezza cala di molto, e così questi non riuscì più a splendere tanto quanto l'altro, e da quel giorno sono il Sole e la Luna.
Secondo molti studiosi (o perdigiorno ^^) non esiste una verità univoca sul perché conigli e lepri siano associati alla luna, ma va per la maggiore pensare che il modo in cui la loro pelliccia si stagliasse in mezzo ai prati quando la luna li illuminava abbia contribuito a creare questa associazione nella mente degli antichi. Inoltre, la schiena di un coniglio rannicchiato e seduto ha qualche analogia nel modo in cui vediamo la superficie della luna. C'è anche chi interpreta quella serie di macchie scure e crateri come la sagoma di un coniglio (come per la tradizione giapponese, appunto).
Esistono perfino delle favole dell'Uzbekistan in cui le lepri sono correlate alla luna e in cui si dice che il labbro leporino sarebbe nato da una bastonata tirata dalla luna per punire l'animale della sua sfrontatezza (conigli e lepri nelle favole si prendono sempre gioco del mondo intero, anche Disney ha ripreso questa versione).

Parlo troppo, eh?
Sono anche un po' fuori tema ^^
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MessaggioTitolo: Re: Domanda culturale   Lun Apr 07, 2008 8:48 am

Interessante scoprire quante cose in comune hanno culture e popoli diversi!!! Mi fa piacere che qualcun'altro entri nel discorso, anche perchè io non sapevo più che altro aggiungere!!! Neutral
Grazie delle notizie e chissà... così il discorso si amplia sempre più!!! cheers
sunny albino
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mamoru_91

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MessaggioTitolo: Re: Domanda culturale   Gio Apr 10, 2008 8:37 pm

spero di non dire una cavolata, ma se non mi sbaglio tsukiyomi, il dio shintoista della luna, era maschio....


spero fortemente di non aver tirato uno sfondone...
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